La Scala infiorata
Print Friendly
15 maggio 2016 - 0:00


La scala infiorata diurno 4 - Enzo Piluso in Archivio Fotografico Musei Civici L. Sturzo Caltagirone

Insieme alla famosa Scala Illuminata di luglio e agosto, da metà maggio a metà giugno, la Scala di Santa Maria del Monte offre uno spettacolo altrettanto suggestivo: “La Scala Infiorata”, omaggio alla Madonna di Conadomini, compatrona della Città di Caltagirone.
Migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico grandioso disegno sui 142 gradini della famosa scalinata.
La Madonna di Conadomini è un’immagine sacra della Vergine Maria, raffigurata in una tavola di buona scuola, forse anche bizantina. Portata a Caltagirone nel 1225 dalla nobile famiglia Campochiaro, fu donata sul finire del XVI secolo alla Chiesa Madre dedicata all’Assunta. La Madonna, raffigurata seduta, con in braccio il Bambino Gesù ed avvolta in un manto trapunto di stelle, veniva esposta, al posto del Cristo portacroce, al centro di un polittico detto “cona” (da cui la denominazione Cona Domini), tutte le volte che gravi calamità, siccità, pestilenze, carestie, affliggevano la comunità cittadina.
La devozione diffusasi nel tempo tra il popolo spinse il Senato a proclamare, nel luglio del 1664, la Madonna di Conadomini compatrona principale della città, deliberazione che ne accrebbe vieppiù il culto, tant’è che la festa celebrata in suo onore alla fine di maggio coinvolge da secoli tutta la città ed in particolare il mondo agricolo, che per i benefici più volte ricevuti dalla sua implorata protezione le ha tributato l’appellativo di “Madonna del pane”.
Oltre alla “Scala Infiorata” tra le molteplici manifestazioni in suo onore è degna di nota la cosiddetta “Rusedda”, sfilata di carri, trattori e camion addobbati con la “rusedda”, la pianta di cisto, raccolta nel bosco di Santo Pietro che una volta serviva agli “stovigliai” (ceramisti), per ardere i forni. Il colorato corteo viene preceduto da un vessillo (triunfu) con l’immagine sacra della Conadomini ed è caratterizzato dal suono delle “brogne” (grandi conchiglie), trasformate in strumenti a fiato. In passato i fasci di “rusedda” erano venduti alle officine dei ceramisti ed il ricavato era devoluto alla chiesa. Ancora oggi, i contadini devoti indossano i tradizionali costumi variopinti e portano sui carri (allora sui muli), sfarzosamente addobbati, doni in natura alla chiesa dedicata alla Madonna, da secoli protettrice principale della città.

 

 

  Click to listen highlighted text! Insieme alla famosa Scala Illuminata di luglio e agosto, da metà maggio a metà giugno, la Scala di Santa Maria del Monte offre uno spettacolo altrettanto suggestivo: “La Scala Infiorata”, omaggio alla Madonna di Conadomini, compatrona della Città di Caltagirone. Migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico grandioso disegno sui 142 gradini della famosa scalinata. La Madonna di Conadomini è un’immagine sacra della Vergine Maria, raffigurata in una tavola di buona scuola, forse anche bizantina. Portata a Caltagirone nel 1225 dalla nobile famiglia Campochiaro, fu donata sul finire del XVI secolo alla Chiesa Madre dedicata all’Assunta. La Madonna, raffigurata seduta, con in braccio il Bambino Gesù ed avvolta in un manto trapunto di stelle, veniva esposta, al posto del Cristo portacroce, al centro di un polittico detto “cona” (da cui la denominazione Cona Domini), tutte le volte che gravi calamità, siccità, pestilenze, carestie, affliggevano la comunità cittadina. La devozione diffusasi nel tempo tra il popolo spinse il Senato a proclamare, nel luglio del 1664, la Madonna di Conadomini compatrona principale della città, deliberazione che ne accrebbe vieppiù il culto, tant’è che la festa celebrata in suo onore alla fine di maggio coinvolge da secoli tutta la città ed in particolare il mondo agricolo, che per i benefici più volte ricevuti dalla sua implorata protezione le ha tributato l’appellativo di “Madonna del pane”. Oltre alla “Scala Infiorata” tra le molteplici manifestazioni in suo onore è degna di nota la cosiddetta “Rusedda”, sfilata di carri, trattori e camion addobbati con la “rusedda”, la pianta di cisto, raccolta nel bosco di Santo Pietro che una volta serviva agli “stovigliai” (ceramisti), per ardere i forni. Il colorato corteo viene preceduto da un vessillo (triunfu) con l’immagine sacra della Conadomini ed è caratterizzato dal suono delle “brogne” (grandi conchiglie), trasformate in strumenti a fiato. In passato i fasci di “rusedda” erano venduti alle officine dei ceramisti ed il ricavato era devoluto alla chiesa. Ancora oggi, i contadini devoti indossano i tradizionali costumi variopinti e portano sui carri (allora sui muli), sfarzosamente addobbati, doni in natura alla chiesa dedicata alla Madonna, da secoli protettrice principale della città.    

 

 


BOOKING ONLINE

Scopri le strutture ricettive con il marchio di qualità del Distretto e riservati il posto migliore.

Prenota Online

Tourcoupon

Scopri le offerte pensate per te.

Prenota Online