La festa del Santo patrono San Giacomo – La Scala Illuminata
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La scala illuminata 3 - Enzo Piluso in Archivio Fotografico Musei Civici Luigi Sturzo Caltagirone

Per trovare le origini della festa di San Giacomo a Caltagirone bisogna ritornare a più di 900 anni or sono: San Giacomo apostolo venne infatti proclamato “Protettore della Città di Caltagirone” dal conte Ruggero il normanno nell’anno 1090, a seguito della vittoria sui saraceni che si consumò il 25 luglio di quell’anno. Proprio nel giorno della festa religiosa, Ruggero fece anche erigere la basilica dedicata al Santo a Ovest delle mura della città, dove tutt’oggi è ubicata nonostante le ricostruzioni avvenute nel corso degli anni.
Un legame profondo e antico lega ancora oggi i calatini e il loro patrono. A causa del terremoto del 1693 si narra che il popolo si rifugiò nella basilica di San Giacomo, che subì forti danni ma conservò integra la cappella che custodiva la Cassa argentea e il fercolo. Ecco perché la tradizione vuole che San Giacomo, oltre ad aver salvato la città dalle varie dominazioni, la preservi dai terremoti. E per questo ogni minima scossa suscita in molti l’invocazione a “San Giacomo protettore”.
In onore al Santo patrono San Giacomo, nelle sere del 24 e 25 luglio, la Scala di Santa Maria del Monte, monumento simbolo della città di Caltagirone, viene artisticamente illuminata offrendo uno spettacolo unico al mondo. Seguendo una tradizione secolare che ebbe origine nel Seicento e trovò la sua massima espressione nell’Ottocento, migliaia di coppi, preparati e colorati rigorosamente a mano secondo un’antica tradizione che si tramanda da padre in figlio, vengono posti lungo tutti i 142 gradini per formare un unico disegno di fuoco.
In fondo ai coppi viene posta della sabbia e, sopra, una luméra (da qui la denominazione di luminaria), piccolo recipiente in terracotta dotato di apposito stoppino in cotone che, al momento giusto, viene riempito d’olio di oliva con la stagnata (un recipiente di latta con un lungo becco).
Già dalla mattina del 23 luglio la Scala si offre allo sguardo curioso dei cittadini e dei visitatori che da lì a poche ore cercheranno il punto migliore – sulla piazza Municipio o sulla via Principe Amedeo – per ammirare il disegno nella sua interezza. Ma il momento clou arriva all’ora stabilita del 24 luglio, quando centinaia di persone munite di un’asticina in legno – che ormai ha preso il posto dell’antico buceddu (fuscello secco di pianta selvatica), affollano la Scala per accendere i coppi. Nel buio, il chiarore dei coppi è un continuo crescendo di luci tremolanti fino allo spegnimento naturale dovuto dall’esaurimento dell’olio.
Lo spettacolo si ripete anche il 14 e 15 agosto per Maria Santissima del Ponte.

 

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