La Settimana Santa
Settimana Santa 8 - Elio Camerlingo

Uno dei momenti più allettanti per visitare Enna è, sicuramente, la Settimana Santa i cui riti risalgono ai tempi della denominazione spagnola. Un avvenimento di grande richiamo che attrae migliaia di turisti da tutto il mondo. Le cerimonie legate alla Settimana Santa sono, infatti, tra le più suggestive tradizioni pasquali siciliane. Le celebrazioni cominciano con la Domenica delle Palme quando le quindici Confraternite, per lo più superstiti delle più numerose d’un tempo, sfilano in un silenzio mistico per le vie della città nei loro particolari costumi spagnoli e al suono di marce funebri intonate dalla banda. Nel primo pomeriggio del Venerdì Santo, momento culminante delle celebrazioni, le Confraternite partono dalla loro Chiesa di appartenenza per raggiungere il Duomo. Oltre duemila confrati incappucciati aprono il corteo e con una tipica andatura detta “annacata” accompagnano al cimitero, in un tragitto schiarito da fiaccole, la statua della Vergine Addolorata e l’Urna col Cristo morto, condotte sulle loro spalle tra preghiere, devozione e lamenti. Dal cimitero, sempre in mesta e solenne processione, riprende il cammino verso il Duomo. La Settimana Santa ennese si conclude con i riti devozionali della “Pace”, quando la Domenica di Pasqua sul sagrato del Duomo la gente attende l’incontro tra il Cristo risorto e la Madre gioiosa e della “Spartenza”, quando i due simulacri, di Cristo e di sua Madre, tornano ciascuno nella propria chiesa. La separazione delle due statue avviene la Domenica in Albis quando, in un punto panoramico presso il castello di Lombardia, il clero compie la benedizione dei campi.

 

 

  Click to listen highlighted text! Uno dei momenti più allettanti per visitare Enna è, sicuramente, la Settimana Santa i cui riti risalgono ai tempi della denominazione spagnola. Un avvenimento di grande richiamo che attrae migliaia di turisti da tutto il mondo. Le cerimonie legate alla Settimana Santa sono, infatti, tra le più suggestive tradizioni pasquali siciliane. Le celebrazioni cominciano con la Domenica delle Palme quando le quindici Confraternite, per lo più superstiti delle più numerose d’un tempo, sfilano in un silenzio mistico per le vie della città nei loro particolari costumi spagnoli e al suono di marce funebri intonate dalla banda. Nel primo pomeriggio del Venerdì Santo, momento culminante delle celebrazioni, le Confraternite partono dalla loro Chiesa di appartenenza per raggiungere il Duomo. Oltre duemila confrati incappucciati aprono il corteo e con una tipica andatura detta “annacata” accompagnano al cimitero, in un tragitto schiarito da fiaccole, la statua della Vergine Addolorata e l’Urna col Cristo morto, condotte sulle loro spalle tra preghiere, devozione e lamenti. Dal cimitero, sempre in mesta e solenne processione, riprende il cammino verso il Duomo. La Settimana Santa ennese si conclude con i riti devozionali della “Pace”, quando la Domenica di Pasqua sul sagrato del Duomo la gente attende l’incontro tra il Cristo risorto e la Madre gioiosa e della “Spartenza”, quando i due simulacri, di Cristo e di sua Madre, tornano ciascuno nella propria chiesa. La separazione delle due statue avviene la Domenica in Albis quando, in un punto panoramico presso il castello di Lombardia, il clero compie la benedizione dei campi.    

 

 


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